L’inutile controversia del Natale

L’inutile controversia del Natale:

Finché ero pastore in Texas questo non è mai stato un grande problema. Ma da quando sono oltremare, dove convergono persone di esperienze diverse, diverse culture o influenze religiose, sono stato spesso messo in condizione di dover prendere una posizione su alcuni argomenti. Uno di questi argomenti riguarda il Natale. Io sono entusiasta del Natale, è il mio periodo dell’anno preferito. Amo la musica natalizia, gli odori, il cibo, le sensazioni, i ricordi d’infanzia, ma più di tutto amo il messaggio:

“E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi…” (Giovanni 1:14)

Alcuni si sono avvicinati a me con una profonda convinzione che noi, in quanto cristiani, non dovremmo avere niente a che fare col Natale. L’argomentazione si basa sul fatto che la maggior parte degli aspetti del Natale hanno origini pagane, inoltre sostengono che Gesù non sia nato il 25 dicembre.

Qualcuno ha disegnato una linea nella sabbia così in profondità che arrivano a condannare chiunque osservi questa festività, facendo inoltre la loro missione l’educare, convertire o condannare coloro che lo festeggiano.

Si dovrebbe sottolineare che, la stragrande maggioranza dei cristiani di ogni denominazione intorno al mondo, osserva il Natale, e questo senza compromettere la loro salvezza, produttività o le loro benedizioni.

La mai posizione: È UN’INUTILE CONTROVERSIA CHE DOVREBBE ESSERE LASCIATA ALLA COSCIENZA DI OGNI CREDENTE
Vi spiego perché.

DATA DI NASCITA di Cristo:
C’è la probabilità del 99,9% che Gesù non sia nato il 25 dicembre.
E allora?
(I padri della chiesa, comunque, sono piuttosto convinti che la sua nascita sia avvenuta nel mese di dicembre).

Il messaggio straordinario: la predizione che sarebbe nato da una vergine. La sua nascita a Betlemme, il fatto che sia Dio incarnato, il Creatore del mondo, che la sua nascita è la risposta del profondo amore che Dio ha per il mondo, sono tutte cose per cui vale la pena prendere del tempo per riflettere e celebrare.
Se l’uomo ha stabilito un tempo di pausa in dicembre, per riflettere e celebrare questo straordinaria verità del Vangelo, qual è il problema?

Di sicuro questo messaggio non dovrebbe essere comunicato per una sola volta all’anno. Da pastore quale sono, infatti, non l’ho mai relegato a una sola parte specifica dell’anno, ma predico elementi appartenenti a questo messaggio durante tutto l’anno, come fanno la maggior parte dei pastori che conosco.
La cosa sbalorditiva è che le persone vengono catturate da un dibattito su una data del calendario. Cosa dice la Scrittura a riguardo?

L’osservanza di giorni, feste e celebrazioni non dovrebbe essere una cosa legalistica:
“Nessuno dunque vi giudichi per cibi o bevande, o rispetto a feste, a noviluni o ai sabati; queste cose sono ombra di quelle che devono venire; ma il corpo è di Cristo” (Colossesi 2:16-17).

L’osservanza o la non osservanza di un giorno specifico è una questione di coscienza:
“L’uno stima un giorno piú dell’altro, e l’altro stima tutti i giorni uguali; ciascuno sia pienamente convinto nella sua mente. Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; chi non ha alcun riguardo al giorno lo fa per il Signore; chi mangia lo fa per il Signore e rende grazie a Dio; e chi non mangia non mangia per il Signore e rende grazie a Dio” (Romani 14:5-6).

Io osservo il Natale per il Signore. Altri scelgono di non osservare un giorno per celebrare la sua nascita. Io sono pienamente convinto di quello che faccio. L’istruzione che ci viene lasciata è di non far diventare disputa questo tipo di divergenze, e di non farle diventare un motivo per giudicarci l’un l’altro. Questo è il reale insegnamento riguardo all’osservanze di giorni speciali o feste.

I calendari sono un’invenzione umana, in particolar modo quello che usiamo noi occidentali. Pensare che il Dio eterno, il Dio che vive al di fuori dei confini dello spazio e del tempo, sia tirato in ballo in una disputa tra uomini su delle date è come non comprendere pienamente la sua sovranità.

Origini pagane:
Davvero gli elementi del periodo natalizio hanno radici pagane? Sì. Come molte delle terminologie utilizzate da noi ogni giorno (pensateci due volte prima di usare la parola “fortunatamente” affinché non vi troviate a dare apprezzamento alla dea Fortuna), come i nomi dei giorni della settimana, quelli dei mesi dell’anno e alcuni giorni ai quali prestiamo particolare attenzione: Valentino, ecc.

Una cosa è sicura. IL MESSAGGIO di un’osservanza cristiana del Natale è basato sul comunicare il messaggio del Vangelo al mondo!

I fatti: molte persone che osservano il Natale non hanno la minima idea delle origini dell’albero di Natale o delle altre tradizioni natalizie. Non è esagerato affermare che non ci sono cristiani dell’era contemporanea che pratichino alcuna delle tradizioni natalizie nella loro forma originaria della credenza pagana, le quali sono lontane migliaia di anni dalle attuali tradizioni.

La Bibbia non ci da forse nel Nuovo Testamento una linea guida su come trattare o rispondere al paganesimo intorno a noi? Paolo lo fece con i Corinzi. I Corinzi erano dei cristiani circondati da paganesimo e idolatria. Era quasi impossibile per loro fuggire da questa influenza.

Persino il cibo acquistato al mercato spesso era stato prima offerto agli idoli nei templi pagani, per poi essere venduto per sostenere il tempio stesso.
C’erano persone nella chiesa di Corinto che avevano un grande problema con quei credenti che acquistavano questo cibo e lo mangiavano, dato che era stato usato in un culto di adorazione pagano.

Paolo ci da un principio guida:
Gli idoli pagani sono dei che non esistono… essi non contano nulla per i cristiani.

“Perciò quanto al mangiare le cose sacrificate agli idoli, noi sappiamo che l’idolo non è nulla nel mondo, e che non vi è alcun altro Dio, se non uno solo” (1 Corinzi 8:4).
In altre parole noi sappiamo che esiste un solo Dio. Gli idoli sono fatti dall’uomo, senza vita, e non sono dei affatto, perciò quelli che ne mangiano cibo sacrificato a loro non stanno adorando nessun dio… perché non esiste nessun altro Dio.
I cristiani con questa consapevolezza possono parteciparvi con la coscienza pulita. Queste tradizioni che onoravano degli dei pagani, i quali sappiano non essere dei affatto, sono passate come anche quei pagani che le praticavano. Ma Dio è il Dio delle nazioni, l’unico mostrato al mondo, al di sopra di questi dei e idoli patetici dei quali si è persa memoria nella storia.

SOLO COLORO CHE ERANO DEBOLI NELLA FEDE vacillavano riguardo questo argomento. Paolo scrive:
“Badate però che questa vostra libertà non divenga un intoppo per i deboli. Perché se qualcuno vede te, che hai conoscenza, seduto a tavola in un tempio di idoli, la coscienza di lui, che è debole, non sarà forse incoraggiata a mangiare le cose sacrificate agli idoli?” (1 Corinzi 8:9-10).

In altre parole, se qualcuno che non ha una fede forte e consolidata pensa che tu, mangiando cibi offerti a idoli pagani, confermi che questi siano degni di essere adorati, evita di farlo davanti a queste persone.

Questa libertà che Paolo mostra ai Corinzi può essere certamente applicata alle tradizioni, epurate dal paganesimo da tempo, ovvero da quando noi, la chiesa, abbiamo appreso che idoli e dei non sono niente… non sono dei affatto… nessun potere, nessuna sostanza, nessuna realtà. Solo il nostro Dio, e il messaggio del suo unigenito, è reale e veritiero.
Osservando il Natale che festeggiamo oggi non vediamo un pericolo nello spingere qualcuno che è debole all’adorazione di idoli o falsi dei. La mia osservanza non spinge nessuno ad adorare Diana o ad allontanarsi dal vero Dio. Al contrario, la mia osservanza del Natale mi porta, per una delle poche volte durante l’anno, ad avere gli occhi e le orecchie del mondo a disposizione per comunicare il messaggio del Vangelo. Predico quindi la Parola fatta carne!
Questo mi porta al terzo punto…

Usare il Natale per predicare il Vangelo:
Gesù ci ha insegnato ad essere astuti come serpenti e puri come colombe. Paolo ha dichiarato anche che dobbiamo diventare tutto per tutti per vincere gli uomini a Cristo.
Paolo usa una straordinaria saggezza quando, davanti ad un ALTARE PAGANO in una nazione pagana, lo usa come spunto per per predicare Cristo!

“Poiché, passando in rassegna e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: AL DIO SCONOSCIUTO. Quello dunque che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio” (Atti 17:23).

Circondato da templi greci innalzati ai diversi dei, Paolo vede un altare, costruito dai pagani i quali vi facevano offerte. Pagani che facevano parte di quella società al quale Paolo era stato chiamato come missionario quindi Paolo prese l’occasione di predicare Gesù!
Non stava approvando il paganesimo. Infatti disse loro che avevano costruito questo altare nella loro ignoranza da pagani.
Paolo prende l’ignoranza del paganesimo e la usa per presentare Cristo!

Come possiamo non vedere che, se c’è un momento dell’anno dove le persone sono aperte e disponibili ad ascoltare su Gesù, è proprio il Natale?

Se noi fossimo astuti come serpenti ignoreremmo l’ignoranza con cui la società si approccia al Natale, ma lo utilizzeremo invece per predicare il meraviglioso messaggio che tra di noi un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato… e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno… nato miracolosamente da una vergine… che ha adempiuto al piano di redenzione diventando l’Agnello senza difetto che è andato sulla croce!

Veramente? Dovremmo insistere nell’essere contenziosi… diventando parte del partito del “non si fa”, che punta il dito generando divisione e controversie?

O dovremmo forse usare la stessa saggezza che ha avuto Paolo usando questa piattaforma chiamata Natale per essere luce?

La scelta è nostra.